Le donne spesso non capiscono perché agli uomini piace ballare meno che alle donne. Il motivo è dato dal fatto che gli uomini guidano nel ballo e le donne in genere no. Cosa c’entra questo?

C’entra perché l’uomo in pratica fa più o meno sempre lo stesso ballo con tutte le ballerine, le diversità sono sfumature in base al tipo di ballerina e come risponde alla guida.

I ballerini in pratica recitano quasi sempre la stessa poesia.
Le ballerine invece ballando con ballerini diversi, che guidano in modo diverso, personale, fanno moltissimi balli diversi. Quindi per la dama il ballo è moooooooolto più vario che per il ballerino.

Se il ballerino non trova il modo di rendersi piacevole la ripetitività e se non trova il modo di essere vario (e per esserlo deve continuare a studiare ballo), inesorabilmente può arrivare: o ad annoiarsi o a sentirsi frustrato.

Pertanto in questo ambito a mio avviso prosperano i ballerini che hanno trovato:

  • un perché forte per divertirsi con il ballo e la sua in parte inevitabile di ripetitività;
  • come gustarsi le sfumature di ballo delle varie ballerine;
  • come variare nel tempo il proprio ballo.

Relativamente a “come variare il proprio ballo in genere è più facile avere un fraseggio (come si usa dire in musica) cioè una gamma di figure e sequenze, molto ampia. Tuttavia il TOP, quello che io chiamo ballare in modo più jazz, necessita di acquisire la tecnica ed il fraseggio necessario per riuscire anche ad improvvisare. E raggiungere comunque questi due traguardi, per il ballerino, senza studiare è difficilissimo, o praticamente impossibile arrivarci.

Mentre le ballerine una volta acquisita una buona tecnica di ascolto della guida, e le tecniche efficaci di giro sul posto e giro in progressione, essendo guidate, si godono i frutti dello studio dei ballerini.

A questo punto ai ballerini ricordo che una buona pizza resta una buona pizza, sempre, ogni volta che la mangiamo. 😉

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