Durante le lezioni di ballo mi sono inventato di tutto e di più per spiegare alle ballerine come ascoltare il proprio corpo ed come mantenere la postura nei giri, nella “vuelta”, nella “enchufla”, e nella “media elica”. Recentemente mi sono accorto di un piccolo ma preziosissimo suggerimento che può aiutare moltissimo l’equilibrio durante le varie rotazioni. Ballerine, provate a ballare tutti i passi ed i giri per un po’ di minuti senza appoggiare i tacchi, tenendoli appena sollevati da terra. La stabilità e la sensazione di equilibrio ed il controllo migliorano magicamente.
Qual’è il motivo?
Quando mettiamo il peso del corpo sui tacchi, l’anca, le spalle e la testa arretrano e quindi spostiamo il baricentro pericolosamente verso dietro. Se esce dal piano di appoggio, oltre i tacchi, cadiamo o rischiamo di cadere. Provare a ballare sulla parte anteriore del piede tenendo il tacco sollevato evita il pericolo di “ballare sui tacchi”, e fa in modo di mantenere le spalle in avanti.
In genere faccio molta fatica a trovare T-shirt con disegni di mio gradimento, infatti era da molto tempo che desideravo cimentarmi a disegnare T-shirt. Ecco uno dei miei primi studi, in questo caso ho sperimentato l’uso di colori fosforescenti e gel con brillantini. Ottima per una serata di ballo
, questa T-shirt si esalta con le luci delle discoteche. E’ una maglietta molto generosa, infatti rilascia molti brillantini in caso di balli molto stretti con una partner
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Se potessi dire cosa significa, non avrei bisogno di danzarlo (Isadora Duncan).
Letta oggi su Facebook postata da Silvia Azzola, grazie Silvia!
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presenterò i miei corsi di:
Ho iniziato a ballare nel 1984 all’età di 12 anni in un gruppo di ballo, Electric Boogie, Break Dance e Hip Hop.
Mi sono specializzato in Electric Boogie e negli anni ho insegnato questi stili in alcune scuole in Italia, a Gorizia e Monfalcone e Udine.
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I miei molteplici interessi artistici e scelte di studio e lavoro mi hanno portato poi nel mondo dell’industria discografica a lavorare a Roma a fianco di Massimo Varini, produttore artistico e arrangiatore della pop star italiana NEK, per poi arrivare alla grafica pubblicitaria, lungo un percorso di formazione di Art directoring.
5 anni fa ha ritrovato il mio grande amore per il ballo incontrando la salsa.
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In quel periodo ho incontrato Sophie Ferry (Francia) con cui ha studiato Salsa Caraibica e Cubana e le tecniche dei giri. Sophie ha iniziato a ballare a 6 anni danza classica che pratica tuttora insieme a danza moderna, contemporanea, Salsa Cubana, Portoricana, New York Style, Los Angeles Style e Tango. Ha Studiato Salsa in Costa Rica, in Francia a Strasburgo, Parigi e in Italia.
Luca Pilolli ha studiato studiato salsa portoricana con Henry Cuevas presso la Royal Dance ed ha frequentato gli workshop di Luis Vasquez & Melissa Fernandez (USA), Anke & Gill (Austria) e Monika Stoyanova (Bulgaria) e Tango con Carlos Guadalupe (Argentina). Un paio di anni fa con Sophie Ferry ho aperto il progetto e scuola di ballo Tamtam Latino insegnando a Gorizia e Cervignano (UD) ed ora ad Izola (Slovenia) presso la scuola Fredi.
Ho sviluppato nel tempo un mio stile di ballo che chiamo Salsa Fusion nella quale fondo salsa Cubana, Caraibica, Portoricana, Electric Boogie e Tango.
Appassionato di didattica ho creato una tecnica di insegnamento che riduce molto i tempi di apprendimento della salsa.
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Il mio nuovo metodo di insegnamento è lontano da chi ti fa vedere ed imitare le figure. Io ti posso insegnare il metodo per crearle senza doverle imparare a memoria.
Così anche tu vedrai il ballo parlare: come un discorso fatto di frasi, parole e lettere, scomporrai anche il ballo in piccoli movimenti base e rapidamente inventerai nuove figure ed avrai il tuo unico stile. Ballare sarà facile come ripetere una frase detta da un’altra persona.
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Dopo aver fatto una lezione master class di spinning techniques al quinto SalsaPower festival di Lubiana con Monika Stoyanova (campionessa 2006 del World Salsa Championship – On1 division) ho deciso di modificare il titolo di questo articolo da:
Esercizi furbi per imparare a girare nel ballo
a
Esercizi furbi per abituarsi a girare nel ballo.
Sottotitolo: abituarsi ai giri di ballo, correndo e senza annoiarsi.
PREMESSA
Imparare a girare nel ballo sembra facile, soprattutto quando si vedono ballerini esperti che lo fanno sembrare naturale e semplice. Fin da piccoli impariamo a correre a giocare e spesso facciamo vari sport, ma se nessuno di questi prevedeva dei giri multipli del proprio corpo, in età adulta diventa difficile imparare a girare velocemente, dedicandoci magari pure poco tempo, senza una tecnica corretta. Io stesso che ho ballato break dance dall’età di 12 ai 20 anni, girando sulla schiena, sulle mani, sulle spalle e sulla testa ho trovato difficoltà a girare sui piedi. Come mai?
Dopo un po’ che provavo ho capito che era un problema di baricentro, muscolatura, ed equilibrio e coordinazione, in estrema sintesi di tecnica. Praticamente una micro correzione fatta dai muscoli e tendini delle caviglie si traduceva in un macro movimento all’alteza delle braccia e della testa.
Quindi avrei dovuto agire su questi 4 aspetti:
baricentro
muscolatura
equilibrio
coordinazione.
Ma come?
Nella break girare sulla schiena è molto più facile perché il baricentro è praticamente per terra, mentre quando si gira sui piedi il baricentro è molto alto e la base di appoggio molto ridotta e quindi l’equilibrio diventa estremamente difficile. Inoltre quando si gira sulla schiena si è già per terra, mentre quando si gira sui piedi e si perde l’equilibrio si rischia di cadere rovinosamente per terra.
Notavo anche che provare i giri non era così appagante come ballare in coppia e spesso non lo facevo perché mi sembrava noioso. Perché quando si vuole imparare a girare ci si allena da soli, mentre quando si impara a ballare la salsa si prova in compagnia di una donna (o un uomo) e quindi l’apprendimento risulta molto più divertente, stimolante, appagante.
Negli ultimi anni sono riuscito a progredire molto nella salsa, devo dire divertendomi un mondo, addirittura costruendomi un mio metodo molto veloce, totalmente logico, semplice e schematico, per imparare e spiegare al meglio le varie tecniche di guida di ballo. Un metodo che mi permetteva di evitare di imparare il ballo semplicemente copiando come un pappagallo le figure, ma di apprenderne la base del movimento, allo stesso modo in cui si impara una nuova parola e la si può usare in più contesti. Questo stesso metodo che ho sviluppato mi aveva permesso di apprendere in 4 mesi quello che gli altri, nella scuola che frequentavo, avevano imparato in 12 o 16 mesi.
Tuttavia, ad un paio di anni di distanza, da questo che per me era stato un fantastico risultato, non ero ancora riuscito a trovare un metodo che mi permettesse di accelerare l’apprendimento delle tecniche dei giri… fino a qualche settimana fa!
L’IDEA.
Come potevo imparare i giri senza annoiarmi e progredire velocemente?
Ora, a 36 anni, con gli impegni di lavoro! Mi serviva un metodo furbo e veloce per imparare a girare nel ballo ed effettuare più giri con un buon equilibrio e controllo.
L’idea mi è venuta volendo aiutare una ballerina che aveva meno tempo e voglia di me di imparare i giri, ma voleva comunque riuscire ad eseguirli nella salsa.
Da un po’ di mesi le avevo spiegato le varie tecniche che avevo imparato per girare ma alla fine, un po’ come me, non le provava mai. Così, un giorno andando a correre insieme a lei, mi è venuto in mente di provare i giri durante la corsa, di sfruttare quel tempo per provarli e fare le 2 cose insieme!
L’idea mi è venuta ripensando alle tecniche che usavo per fare più cose contemporaneamente quando imparavo la salsa. Ovvero per imparare bene i vari passi, come il mambo, il passo salsa o rumba, il movimento di bacino, o quello delle spalle, semplicemente li provavo mentre facevo altro. Lavandomi i denti, cucinando, stirando, facendo le scale, qualsiasi occasione era buona per provare.
In genere quando vado a correre utilizzo già quel tempo per ascoltarmi gli audio libri con un lettore mp3. Ora quando corro provo anche i giri! In questo modo faccio 3 cose contemporaneamente. Corro, ascolto libri, e provo i giri. Non dovete fare come me è già molto vantaggioso correre e provare degli esercizi di giro durante la corsa, ancora meglio se ascoltando salsa!
GLI ESERCIZI.
Ho sviluppato un po’ di esercizi molto utili e davvero vantaggiosi. Il metodo come si noterà porta ad un approccio graduale alla rotazione.
Come si gira?
Bhe tutto parte da una cosa che conosciamo tutti e la facciamo naturalmente, cioè camminare all’indietro e girarsi quando qualcuno ci chiama alle nostre spalle. Quello che ho cercato di sviluppare è un approccio naturale alla rotazione.
Primo Esercizio.
Mentre corri girati (di 180 gradi) e passa alla corsa all’indietro per 4 passi, poi ritorna alla corsa normale (girandoti di altri 180 gradi).
Il tutto girando sempre nello stesso senso, prima 4 volte a destra e poi 4 volte a sinistra.
Consigli:
1. Guarda dove vai: immaginati come se qualcuno ti chiamasse da dietro, gira sempre prima la testa e le spalle, poi il resto del corpo, e corri al contrario senza però interrompere l’andatura, proseguendo con 4 passi all’indietro. Comanda il tuo corpo attraverso la vista, dicendogli sempre dove vuoi andare, e riuscirai a mantenere un buon equilibrio e controllo. Questo esercizio ti abituerà anche a dividere la parte alta del corpo da quella bassa.
2. Gira facendo un unico passo. Quando si corre si spinge sulla parte anteriore dei piedi, questo ti aiuterà ad abituarti a non ruotare sui talloni.
3. La ripetizione è la maestra delle capacità:
ti consiglio di fare questo esercizio, la prima volta, per un po’ di minuti, almeno 4 ripetizioni, 4 a destra e 4 a sinistra, (totale 32 volte), concentrandoti soprattutto sull’equilibrio. In questo modo non ti girerà la testa ed abituerai le cellule cigliari all’interno dell’orecchio (quelle che ci danno il senso dell’equilibrio) ad abituarsi a rispondere sempre più velocemente ai giri per darti una sensazione di perfetto equilibrio e controllo.
Secondo esercizio.
Iniziamo a ridurre i passi all’indietro a 2. Mentre corri gira la testa come se qualcuno ti chiamasse da dietro, quindi gira e fai 2 passi all’indietro e ripeti la rotazione nello stesso senso con altri 2 passi per tornare a corre normalmente in avanti per 4 passi. Ripeti 4 volte a destra e 4 volte a sinistra.
Terzo esercizio.
Un passo all’indietro.
Quando ti senti sicuro con 2 passi, allora passa a 1 solo facendo in pratica un veloce giro a destra, 4 passi di corsa, e ancora un giro a destra così per 4 volte a destra e 4 a sinistra, sempre per 4 serie.
Una serie è quindi composta da 4 giri a destra e 4 a sinistra.
Consigli: da questo esercizio in poi la logica del movimento della testa cambia un po’.
Vediamo perchè: il primo passo di rotazione mantiene le caratteristiche della corsa all’indietro, ma il secondo passo sarà nuovamente nel senso normale di marcia. In pratica il corpo effettua 2 passi in rotazione, ovvero un rapido giro di 360 gradi scomposto in 2 passi da 180 gradi l’uno. Quindi il giro diventa più rapido. Troppo rapido e guardare anche all’indietro non è più conveniente perchè non c’è più il tempo sufficiente per riuscire a guardare nitidamente dientro di noi durante la rotazione.
Per questo motivo conviene mantenere la vista il più possibile nel senso normale di marcia, davanti a te.
Quindi guarda avanti mentre stai facendo la prima rotazione e poi ruota velocemente la testa per riportarla a guardare davanti durante il secondo passo di rotazione, e vedrai il corpo la seguirà naturalmente.
Quarto esercizio
2 giri consecutivi
Quando ti senti sicuro fai “2 giri consecutivi” a destra, 4 passi di corsa, così per 4 volte a destra e 4 a sinistra, sempre per 4 serie.
Quinto esercizio.
3 giri consecutivi.
A questo punto puoi aumentare a 3, o 4 o 5 o più giri alla volta.Vedrai che quando controlli la vista di dove vuoi andare controllerai anche meglio i giri.
In conclusione.
Con questi semplici esercizi si da tempo al corpo e al senso di equilibrio, che sta all’interno delle orecchie di prendere confidenza con il movimento di rotazione. Si da anche tempo alle caviglie di rafforzarsi. Inoltre se ti abitui a fare gli esercizi contando sempre, a voce alta o a mente, 4 passi alla volta ti abituerai ad andare a tempo, facendo infine 3 esercizi allo stesso tempo! Corsa, giri, tempo!
Il metodo porta ad un approccio graduale alla rotazione.
Puoi aumentare a piacere la complessità dell’esercizio in base alla tua sensazione di sicurezza dell’equilibrio. Ricordati che l’equilibrio va allenato come un muscolo.
Tanti abbandonano le rotazioni perché dopo 1 o 2 giri gli gira la testa.
Il motivo è:
- perché non sono abituati a girare
- perché non sanno dove vanno quando girano
- perché non guardano dove devono arrivare quando girano. L’occhio vede solo quando è fermo! Provate a muovere velocemente la mano davanti agli occhi, ok sapete che è una mano ma non riuscite a vederla nitidamente. Quando si gira per avere una sensazione di stabilità si deve dire al proprio corpo quindi al proprio cervello dove si vuole arrivare, e l’unico modo per dirglielo e puntare gli occhi dove si vuole arrivare (ad esempio davanti al proprio ballerino, in tal caso guarderò la sua faccia).
Non sto dicendo di imparare a fare 3, 4 o 5 giri su un perno solo con una unica spinta (la tecnica per questo la spiegherò in un prossimo post).
Questo è un metodo che mi ha aiutato tantissimo ad accorciare i tempi per abituare il mio cervello e la mia muscolatura, alla sensazione e controllo dei giri, senza annoiarmi.
A questo punto passare dai giri di corsa ai giri fissi stando fermi su un punto sarà moooolto più facile
. Provare per credere.
Io prima di questo metodo facevo 2, giri controllati, massimo 3.
Ora dopo la “corsa con i giri” da fermo riesco ad eseguire 3 giri con pieno controllo e spingermi a 4 o 5 rotazioni continuate.
Il tutto in brevissimo tempo, poche settimane (invece di metterci mesi!!!!!)
Correre ogni giorno a volte mi annoiava.
Provare i giri ogni giorno o più volte mi annoiava, e spesso non trovavo tempo. Ora faccio tutte e due le cose e devo dire che mi diverto un mondo.
Per quelli più spericolati come me consiglio di provare anche i giri in salto
.
Se poi ci prendete gusto allora guardatevi questo!
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=ZBmHUb3ssl4]
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Read MoreUn uomo che sta con una ballerina e non sa ballare è come una donna che sta con un marinaio e non sa nuotare. (Luca Pilolli, 1 Agosto 2008)
Read More(Senza ricevere mai un rifiuto).

Come promesso nel post “perché un altro blog” spiego quello che ho imparato da Carlos Guadalupe, insegnante di Tango Argentino, relativamente a: come invitare una donna a ballare senza ricevere mai un rifiuto. Come dicevo il ballo di coppia ha molti vantaggi e si porta dietro storia, cultura e strategie tutte cose utilissime per vivere a mio avviso in modo sano e divertente in società. A differenza della Dance il ballo di coppia ha alcuni enormi vantaggi.
Nella dance se voglio approcciare con una donna forse la inviterò a bere qualcosa. Se ricevo un rifiuto è un rifiuto a me.
Nel ballo di coppia invece se voglio approcciare con una donna posso invitarla a ballare e se ricevo un rifiuto è un rifiuto al ballo.
Questo singolo aspetto è a mio avviso un potentissimo ammortizzatore sociale (tra uomo e donna) perchè gestire un rifiuto al ballo è per il proprio ego molto più facile che ricevere un rifiuto alla propria identità.
Per questo ritengo che il ballo di coppia sia qualcosa di meraviglioso da tutelare, divulgare, e diffondere alle nuove generazioni, per gli enormi vantaggi che porta.
Da non molto ho scoperto che relativamente alla gestione del rifiuto si può fare anche di meglio!
Carlos durante una lezione di Tango mi ha spiegato quello che si tramanda nella cultura tanghera argentina e che a mio avviso si è perso invece in buona parte d’Italia a causa del successo che ha avuto la musica dance (ballo di singoli) e relativa perdita della cultura del ballo di coppia.
Mi sono ripromesso di essere sintetico su questo argomento anche se in realtà ci sarebbe da parlare tantissimo (per gli approfondimenti rimando le indicazioni alla fine del post).
Passiamo ai fatti. Carlos non invita mai se non è sicuro che la donna accetterà l’invito. E come fa?
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